Lettera al Primo Ministro Conte - DPI nelle strutture Sanitarie e RSA

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Sunday, 15 March 2020 10:55

Lettera al Primo Ministro Conte - DPI nelle strutture Sanitarie e RSA

Gentilissimi,
con la presente vogliamo rappresentare alcune rilevanti difficoltà esistenti nell’ambito delle attività svolte
dalle strutture sanitarie e sociosanitarie per fronteggiare l’emergenza pandemica che sta attraversando il
nostro paese.
In queste ore drammatiche in cui si moltiplicano le attestazioni di solidarietà delle cittadine e dei cittadini nei
confronti del personale sanitario, facciamo i conti con alcuni provvedimenti sbagliati e con alcune
inefficienze organizzative insopportabili e molto pericolose per la salute pubblica.
Come prima cosa non possiamo non sottolineare per l’ennesima volta come persista in maniera diffusa una
intollerabile situazione relativa alla scarsità e alla inadeguatezza nella diffusione dei Dispositivi di Protezione
Individuali che riguarda sia le strutture sanitarie che le strutture sociosanitarie residenziali del nostro paese.
E’ di queste ore la distribuzione in diverse regioni, da parte delle aziende sanitarie, di mascherine in tessuto
sintetico che non possiedono i requisiti necessari per garantire l’adeguata protezione a chi opera nelle
strutture direttamente dedicate alla cura del Covid-19.
Questo fatto, sommato alla oramai cronica scarsità dei dispositivi che porta le aziende a veri e propri
razionamenti degli stessi, ove presenti, oltre a mettere a repentaglio la salute degli operatori e delle persone
che - in ambito lavorativo e privato - entrano in contatto con loro, sta generando un diffuso e fortissimo
malumore in un personale che, come ben sapete, è sottoposto ad un carico materiale ed emotivo senza
precedenti nella storia repubblicana.
A ciò si aggiunga lo sconcerto e la rabbia generata nei professionisti a seguito dell’inserimento all’interno del
DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020, n. 14. dell’art.7 che dispone che i sanitari esposti a pazienti COVID-19
non siano più posti in quarantena, prevedendone la sospensione dal lavoro solo in caso di sintomaticità
manifesta o di positività acclarata.
Il fatto di prevedere che questi lavoratori, pur se sottoposti a sorveglianza sanitaria, continuino a lavorare
anche se potenzialmente infetti, correndo così il rischio di svolgere una involontaria funzione di diffusori del
contagio dentro le strutture e dentro il proprio nucleo familiare, è cosa che reputiamo profondamente

sbagliata e che va quanto prima corretta, perché rischia di alimentare la diffusione del virus e di deprivare a
breve termine il contingente di personale.
Le scriventi OO.SS. pertanto, pur riconoscendosi pienamente nel percorso di confronto che le
Confederazioni stanno portando avanti con il Governo e nella consapevolezza del complesso delle difficoltà
che le Istituzioni stanno affrontando, sono con la presente a richiedere con forza:
• un immediato e dettagliato riscontro in merito al programma di forniture di Dpi in essere, che dia
conto non solo delle quantità e dei tempi di consegna, ma anche della rispondenza delle stesse ai
requisiti tecnici necessari;
• la cancellazione, in sede di conversione, dell’articolo 7 del D.L. 9 marzo 2020 n. 14
• l’immediata attivazione, anche in vista dell’emanazione dei prossimi decreti, di un tavolo di crisi
specifico col ministero della salute che consenta il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più
critiche presenti sul territorio nazionale, dando così la possibilità alle scriventi di dare un contributo
fattivo;
• la convocazione del tavolo previsto dall’articolo 13 del D.L. 9 marzo 2020 n. 14 al fine di giungere ad
una rapida definizione dell’accordo quadro ivi previsto.
• L’emergenzialità impone tempestività e coerenza negli interventi, siamo certi che risponderete
all’aspetto riva di milioni di lavoratori che si stanno caratterizzando per un alto senso del servizio
pubblico a favore della collettività.
Distinti Saluti

CGIL CISL UIL

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